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venerdì 23 febbraio 2018

persistenza della memoria

Persistenza della memoria (Persistence of memory),
Salvador Dalì, 1931
MOMA, New York



La luce illumina frontalmente il quadro creando lunghe ombre che si sviluppano dagli oggetti. L’ambientazione è surreale, fuori dal tempo e dallo spazio. Il surrealismo di cui Dalì fu uno dei massimi rappresentanti, voleva distorcere tutti i canoni tradizionali e in questo senso il quadro cerca di rappresentare un’altra dimensione.

Gli stessi orologi, protagonisti dell’opera, simboleggiano, anche grazie all’uso di colori caldi e freddi in contrasto fra loro, 
una condizione fuori dal tempo e dallo spazio in cui la misurazione temporale della natura e dell’uomo si dilatanocoincidendo con la memoria umana: melmosa e parziale che sfugge a qualsiasi tentativo di contenerla.
La rappresentazione del quadro nasce dall’inconscio e dallo stato di sogno, rappresentato dalla creatura distesa a terra e che potrebbe essere la deformazione fisica dell’artista. 
L’idea sarebbe quella di sottolineare come la realtà in sogno o in stato di veglia sfugga sia nella definizione oggettiva del tempo che passa sia nella definizione fisica dello spazio. 
Inoltre il tempo rappresentato dai quattro orologi non è un parametro affidabile ma segue la percezione e l’interpretazione che nasce dall’inconscio e che ne accelera o rallenta il movimento.
le influenze di Bergson e Freud sull'artista sono evidenti

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