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giovedì 30 novembre 2017

cantiamo il congiuntivo


Il congiuntivo è uno dei modi verbali in cui inciampano maggiormente gli italiani, con esiti spesso imbarazzanti

Ne è convinto Lorenzo Baglioni, autore de "Il congiuntivo", uno dei brani candidati alla finale delle Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2018. La canzone ha ricevuto una menzione speciale dall'Accademia della Crusca

Viva il congiuntivo, cantiamolo insieme con allegria e..sollievo!

sabato 25 novembre 2017

il coraggio di dire NO

il messaggio che merita oggi lo spazio nel blog per la condanna della violenza sulle donne, certamente più dei tanti slogan (ahimè) già stereotipati ormai diffusi nel web,  
l'ho ricevuto alle 18:36 da una ex alunna, 
Rosita Cipolla

Grazie Rosita, perchè ancora una volta mi confermi che abbiamo saputo percorrere bene insieme quei tre anni del liceo e perchè conservi sempre la forza luminosa delle idee e la fiducia nell'azione (buona)  di ciascuno di noi. Sempre fiera di te!



Non c’è bisogno di un occhio nero, delle costole rotte e dell’ennesimo omicidio per parlare di violenza di genere. E non ci dovrebbe essere affatto bisogno di un #25Novembre o di una panchina rossa per ricordarci di questo agghiacciante fenomeno, ancora così radicato nel nostro Paese

Ma il cosiddetto “femminicidio” non è che l’atto finale del dramma…

È già violenza se, invece di sentire il cuore a mille per amore, hai la tachicardia per la paura di rivedere il tuo compagno dopo l’ultimo folle litigio ma poi finisci per perdonarlo perché in fondo non è colpa sua se caratterialmente è così impulsivo da non riuscire a controllare le parole e…le mani.

È già violenza se hai paura di esprimere liberamente il tuo pensiero perché lui ti preferisce quando stai in silenzio e quando da “brava” moglie o fidanzata assecondi le SUE decisioni, ignorando i tuoi DESIDERI e l’ascolto reciproco che dovrebbe essere indispensabile in un rapporto di coppia. 

È già violenza quando neanche nella casa in cui vivete insieme ti senti più al sicuro (e non per via dei ladri!) e hai come l’impressione di essere un ostaggio e che potrebbe succederti qualcosa di grave da un momento all’altro.

È già violenza se ti dice “tu stasera resti a casa”, neanche se fosse tuo padre e tu avessi 15 anni, e se continua ripeterti che “la parità dei sessi è una grande stronzata. Voi donne iniziate a chiedere troppa libertà”.

È già violenza se lui, tornato a casa la sera, pretende di essere servito e riverito e che la cena sia pronta e se non dovesse essere così, inizia a gridare, lanciando contro di te un piatto che – per fortuna! – anche stavolta finisce per frantumarsi sul pavimento. Lo stesso piatto, che ormai in tanti pezzi, dovrai raccogliere tu, naturalmente.

È già violenza se quando gli comunichi di aspettare un bambino ti risponde “o abortisci o ti lascio e ti ritroverai sola. Chi è quel cretino che sceglierebbe di impegnarsi con una donna incinta?!” 

È già violenza se inizi a convincerti che quella volta l’occhio nero te lo eri meritato: avevi dimenticato di lavare la sua divisa da calcetto preferita!

È già violenza se dopo aver indossato quel bel rossetto nuovo leggermente più sgargiante del solito lo senti gridare con tono intimidatorio “togliti sto rossetto dalle labbra, troia! O con me non ci esci. Anzi, non esci proprio così.” 

È già violenza quando ti dice “tesoro, tu appartieni a me. Non ti è chiaro ancora?” e non cogli più alcuna sfumatura di romanticismo e inizi a pensare che sia davvero così, anche se però… almeno lui fa tutto ciò che vuole, con chi gli pare e piace
.
È già violenza se ti costringe a prestazioni sessuali quando e come vuole lui perché tu, in quanto moglie, GLIELO DEVI e il sesso per te ormai significa solo accontentarlo per evitare di scatenare la sua ira e sentirti rispondere che farebbe proprio bene a tradirti se non sei in grado di soddisfare le SUE voglie.

È già violenza se da qualche tempo ha iniziato con subdole minacce e strani ricatti che coinvolgono pure i vostri figli.

È già violenza se da mesi non esci con i tuoi amici, che vorrebbero tanto rivederti, perché lui NON VUOLE. Anche se poi lui, però, gli amici e le amiche li frequenta settimanalmente e non accetterebbe divieti da nessuno (né tanto meno da una femmina!)

È già violenza se quella sua gelosia, che magari i primi tempi ti faceva sentire unica ai suoi occhi, si fa sempre più ossessiva che ormai al solo pensiero ti manca il respiro come se fossi dentro un ascensore a porte chiuse, al buio.

E anche tu, caro PADRE, sei in parte responsabile del comportamento violento di tuo figlio se fin da piccolo lo hai spronato a diventare un uomo-cacciatore alla ricerca di donne-preda e se il rapporto con tua moglie si è sempre basato sulla sua sottomissione piuttosto che sul rispetto reciproco.

E persino tu, dolce MAMMA, potresti diventare complice ignara di una violenza di genere se avrai insegnato a tuo figlio che deve puntare ad una donna docile che sappia cucinare, stirare, badare ai figli e assecondarlo sempre, proprio come una serva ma… con abiti impeccabili.

È ancora violenza quella che tu, donna, ti autoinfliggi nella speranza che lui cambi all’improvviso, anche se ti sembra di aspettare un miracolo, e che domani sarà un giorno migliore.
Un giorno felice, pieno di amore. Ma tu aspetti, aspetti… e la tua luce si fa sempre più fioca, senti che stai per spegnerti dentro e non ricordi più a quando risale l’ultima volta in cui hai sorriso accanto a lui. 

Sarà ancora violenza se dopo giorni, mesi o addirittura anni di pugni, schiaffi, umiliazioni e l’ennesimo “non accadrà più” hai trovato finalmente il coraggio di interrompere questa relazione malata ma lui ti implora dicendo “non puoi lasciarmi. Senza di te morirei”, ma tu hai quel terribile sospetto che… a rimetterci la vita non sarà lui. E non sarà di certo il troppo AMORE ad ucciderti. 

E sarà SEMPRE violenza finché non ci metteremo in testa − sia donne che uomini −  che abbiamo bisogno di compagni di vita, non di morte.

domenica 19 novembre 2017

Il quarto stato

Proletari di tutto il mondo unitevi!
L'appello con cui si era chiuso il Manifesto del partito comunista di Karl Marx non aveva lasciato indifferente la società del secondo Ottocento, ormai avviata verso la seconda rivoluzione industriale e l'emancipazione operaia.
Nel 1891, dopo aver assistito ad una manifestazione da parte di alcuni operai per le precarie condizioni di lavoro, Pellizza da Volpedo decise di riproporre quell’esatto momento in un dipinto.
Nel giro di qualche mese il lavoro venne completato: i protagonisti erano tre uomini che marciavano verso l’osservatore, con alle spalle una grande folla che li seguiva all’interno della piazza Malaspina a Volpedo.


“Ambasciatori della fame” , 1891, Giuseppe Pellizza da Volpedo
Questo piccolo abbozzo, intitolato Ambasciatori della fame, costituirà, successivamente, il nucleo centrale del Quarto stato.
Nel 1895, nella continua rielaborazione dell’opera, l’artista abbandonò la precedente struttura presente all’interno degli Ambasciatori della fame per inserire, invece, un numero sempre maggiore di persone al seguito dei tre protagonisti, trasformando così l’opera nella celebre Fiumana.

“Fiumana”, 1898,  Giuseppe Pellizza da Volpedo
Oltre all’integrazione di tanti nuovi protagonisti, l’artista decise di cambiare anche i colori della scena, utilizzando tonalità che spaziavano dal blu fino al verde per lo sfondo; inoltre, eliminò anche la presenza di ombre in primo piano, in modo tale da conferire maggiore attenzione alla folla piuttosto che all’ambiente.
Tra le innumerevoli aggiunte introdotte all’interno della Fiumana è da citare anche la presenza di una donna in primo piano che regge un bambino tra le sue braccia: l'umanità e il suo futuro si celano dietro questa immagine simbolica. 
Fino al 1898, l’artista continuò a lavorare su questa scena, apportando varie modifiche specie dopo  i Moti di Milano, ed in particolare il massacro ad opera di Bava-Beccaris.
In questi anni, trasformò la grande fiumana di persone, in un gruppo a cuneo rivolto verso lo spettatore; i protagonisti, ora non erano più semplici uomini, ma erano diventati dei lavoratori, i quali avevano trasformato la propria lotta per i diritti in una lotta politica.
Con questo repentino cambio di significato, l’artista scelse di modificare il titolo dell’opera dalla Fiumana al Cammino dei lavoratori. Nel 1901, infine, terminate le modifiche strutturali, nacque, in maniera definitiva, Il quarto stato
Il quarto stato, 1901

Gli uomini e le donne marciano sicuri per la piazza (che probabilmente è ancora quella di Malaspina di Volpedo), con un passo lento e deciso, lasciando intuire che la vittoria è ormai nelle loro mani: l’obiettivo era quello di celebrare la vittoria della classe operaia, e non più, rappresentare, più semplicemente, un evento isolato. L'analisi di Karl Marx trovava così il suo manifesto artistico nel movimento delle masse di lavoratori verso la rivendicazione dei loro diritti.
L’uomo al centro ha una mano nella cintola dei pantaloni e con l’altra regge la giacca sulla spalla, assumendo un atteggiamento di sicurezza, e guida l’intero gruppo alle sue spalle. Accanto a lui, sulla sinistra, si trova un altro uomo che, silenziosamente, lo accompagna, mentre la giacca gli copre un braccio.
Sulla destra, si scorge la donna citata in precedenza, con i piedi nudi e con in braccio un bambino; le grandi pieghe nel suo vestito suggeriscono che sia in movimento. Inoltre, la donna è modellata sulle fattezze della moglie dell’artista, Teresa.
Alle spalle del trittico di protagonisti, si staglia un gigantesco gruppo di manifestanti:  tutti dimostrano di essere calmi e pacati, consci di avere la vittoria dalla loro parte. E' possibile notare che molti di loro sono stati ritratti in atteggiamenti perfettamente naturali: c’è chi si copre dal sole, chi guarda in altre direzioni, o anche chi si rivolge direttamente allo spettatore con lo sguardo.
I personaggi in secondo piano, disposti in orizzontale, ricordano da vicino gli antichi fregi che decoravano i templi greci; inoltre, questa scelta stilistica, ricollega l’opera direttamente ad antichi capolavori come la scuola di Atene di Raffaello Sanzio.

e adesso riprendiamo Marx......









mappe di Luisa Pulvirenti, 5 A



di Flavia Sicali, 5 A

martedì 14 novembre 2017

giornata mondiale della filosofia

Giornata Mondiale della Filosofia 2017









Data: martedì, 14 novembre 2017 - Ore: 17:30

Per l'11° anno consecutivo Nuova Acropoli celebra la giornata Mondiale della Filosofia indetta dall'UNESCO nel mese di novembre.
Il tema è IO E LA FILOSOFIA.
Primo appuntamento, presso il Monastero dei Benedettini:

  • Ore 17:30 Percorso filosofico: “Il Filo di Sofia tra Oriente e Occidente”, lungo il corridoio dell’Orologio e il corridoio del Coro di Notte;
  • Ore 18:00 Convegno:”Io e la Filosofia”.

    Interventi:

    "La Filosofia come Liberazione” Prof. Augusto Cavadi, docente di Filosofia e filosofo consulente;

    “Filosofia è Libertà” Prof. Alberto Giovanni Biuso, Professore associato di Filosofia teoretica «Dipartimento di Scienze Umanistiche» Unict;

    “La battaglia interiore” - Dott.ssa Manuela Di Paola, Presidente di Nuova Acropoli Catania;
  • A seguire Musica colta dal vivo a cura del Coro “Imago Vocis” diretto dal maestro Salvatore Resca.



  • Giornata Mondiale della Filosofia 2017

    Data: mercoledì, 22 novembre 2017 - Ore: 17:30

    Per l'11° anno consecutivo Nuova Acropoli celebra la giornata Mondiale della Filosofia indetta dall'UNESCO nel mese di novembre.
    Il tema è IO E LA FILOSOFIA.
    Secondo appuntamento, presso il Monastero dei Benedettini:

  • Ore 17:30 “L’Opportunità” - Performance teatrale a cura dei Volontari di Nuova Acropoli;
  • A seguire Giochi Filosofici in squadra.



  • Giornata Mondiale della Filosofia 2017

    Data: giovedì, 23 novembre 2017 - Ore: 17:30

    Per l'11° anno consecutivo Nuova Acropoli celebra la giornata Mondiale della Filosofia indetta dall'UNESCO nel mese di novembre.
    Il tema è IO E LA FILOSOFIA.
    Terzo appuntamento, presso il Monastero dei Benedettini:

  • Ore 17:30 “Intervista doppia: Confucio e Socrate”- Proiezione a cura dei volontari di Nuova Acropoli;
  • A seguire Filmosofia - Filosofia dal Cinema, estratti di film e conversazione filosofica.



  • Corso di Filosofia Attiva

    Data: lunedì, 27 novembre 2017 - Ore: 19:00

    A conclusione della Giornata Mondiale della Filosofiapresentazione del corso di Filosofia Attiva: un percorso tra le idee dei grandi d’Oriente ed Occidente per migliorare noi stessi e la società in cui viviamo.

    Presso la nostra sede associativa sita in via Verona, 19.


    domenica 12 novembre 2017

    il cosmo nel Seicento e Galileo


    LA RIVOLUZIONE ASTRONOMICA
    di Marika Vasta, 4 G







    GALILEO GALILEI CONTRO IL PRINCIPIO DI AUTORITA'

    di Marinella Privitera, 4 G



    di Miriam Cavallaro 4 G






    di Lorenzo Sgroi, 4 G





    il metodo sperimentale


    di Miriam D'Amico, 4 G


    domenica 5 novembre 2017

    la molecola della maturità


    "Al ruolo della laminina-alfa- cinque la rivista Cell Reports dedica una pubblicazione, accompagnata da un comunicato stampa intitolato: "La molecola della maturità che aiuta il cervello degli adolescenti a crescere".

    Intorno ai 12 anni - è quel che già si sapeva - il cervello si ritrova ricco di neuroni e sinapsi. Le cellule e le loro connessioni si sono accumulate in maniera disordinata nel corso dell'infanzia, un periodo caratterizzato da un apprendimento tumultuoso. Tra i 20 e i 25 anni, alla fine del processo, le sinapsi si sono ridotte anche del 40% e il volume della materia grigia è diminuito. Nel frattempo è maturato quel lobo frontale che ci regala capacità di giudizio e controllo degli impulsi.



    Cosa accade lungo questo decennio tumultuoso era rimasto un mistero, dal punto di vista biochimico. La scoperta della "molecola della maturità" non basta certo a spiegare tutto nel processo, né è chiaro quando inizi esattamente a fare effetto, ma rappresenta un primo mattone. "Molto importanti sono anche i vari fattori di crescita, come ad esempio il Ngf scoperto da Rita Levi Montalcini" spiega Luca Passamonti, neuroscienziato del Cnr e dell'università di Cambridge, autore l'anno scorso di un'altra ricerca sul cervello degli adolescenti. Il ruolo della "proteina del giudizio", scrive Cell Reports, è stabilizzare il garbuglio di neuroni cresciuto nei primi anni di vita. "Prima dell'età adulta le sinapsi tra i neuroni sono, direi, selvagge. Si riducono, crescono, destabilizzano perfino le sinapsi vicine " scrive il coordinatore dello studio, lo scienziato di Yale Anthony Koleske. "Nel cervello maturo le sinapsi appaiono molto più ordinate. Sono più piccole e "ben educate"".

    Nei topi in cui veniva inibita la produzione di laminina-alfa-cinque la maturazione dei neuroni era limitata e il cervello adulto finiva per restare povero di connessioni. Ottenere sinapsi "ben educate", scende nei dettagli Passamonti, vuol dire "renderle robuste e sufficientemente stabili nel tempo. Niente è permanente nel cervello, che è molto plastico, ma se non subiscono questo processo di stabilizzazione, le sinapsi non sopravvivono e non sono funzionali ".

    In un'età ricca di stimoli e di esperienze, in cui il cervello è ottimizzato per apprendere, le connessioni fra neuroni si rimodellano a ritmi sostenuti. "Ogni volta che impariamo qualcosa, le sinapsi subiscono un cambiamento. Ma occorre che raggiungano una certa stabilità, se vogliamo mantenere la conoscenza acquisita" spiega Mitchell Omar, sempre di Yale. Il cervello dei bambini è pieno di questi collegamenti fra neuroni (molto meno quello degli adulti). 

    "Ma un aspetto chiave della maturazione

    - precisa Passamonti - è che le sinapsi vengano rese robuste, dopo essere cresciute e maturate a sufficienza. Se questo non avviene, non sopravvivono, diventano deboli, sono usate poco e alla fine vengono "potate". 

    Proprio come i rami secchi di un albero o di una vite".

    La molecola della maturità, in altre parole, non va lasciata a se stessa ma coltivata con un ambiente stimolante, idee costruttive, serenità e...tanta buona pazienza!

    giovedì 2 novembre 2017

    World Philosophy Day

    La Direzione Generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e il Centro di Ricerca
    sull’Indagine Filosofica celebrano il World Philosophy Day, indetto annualmente dall’UNESCO, con la presentazione del Protocollo d’Intesa MIUR-CRIF La pratica filosofica come opportunità di apprendimento per tutti e delle azioni a esso connesse.



    La Giornata intende porre l’attenzione sul ruolo della filosofia nella scuola e nella società attraverso la proposta di attività di ricerca, sperimentazione e valutazione della pratica filosofica di comunità, realizzate in ambito nazionale e internazionale e volte allo sviluppo del pensiero complesso, nella sua articolazione critica, creativa e valoriale.
    Nell’ottica dell’Agenda 2030 dell’ONU Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e in particolare dell’obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti”, gli interventi dei vari studiosi metteranno in luce le potenzialità educative e formative della filosofia nella pratica scolastica e in altri luoghi di apprendimento anche attraverso il ricorso a metodologie e strumenti innovativi.
    Le profonde trasformazioni della società contemporanea sollecitano a livello nazionale e internazionale i sistemi formativi ad affrontare nuove sfide che richiedono anche all’insegnamento/apprendimento della filosofia di coniugare, attraverso una più articolata e significativa dinamica educativa, l’acquisizione di conoscenze e contenuti filosofici con il conseguimento di competenze (life skills) di tipo cognitivo e socio-relazionale, sia nell’ambito scolastico sia in quello più in generale dell’educazione permanente (lifelong learning).
    Al termine della Giornata verrà donata alla Biblioteca del MIUR la riedizione completa della Rivista di filosofia “Il Pensiero”, che nei suoi 60 anni di storia ha coinvolto i massimi esponenti della filosofia europea.
    Questo importante patrimonio risulta oggi disponibile sia in formato cartaceo che in digitale, anche grazie al Progetto di Alternanza Scuola Lavoro che ha coinvolto studenti e insegnanti del triennio dei licei Licei “D. A. Azuni” e “G. Marconi” di Sassari insieme a ricercatori e docenti del Corso di Laurea in Filosofia dell’Università di Sassari.
    La riflessione sul ruolo della filosofia europea nel panorama italiano della seconda metà del ‘900, sarà un ulteriore contributo per celebrare il World Philosophy Day e per promuovere il valore del dialogo intellettuale e del confronto culturale, come fondamenti della società democratica e della
    cittadinanza globale.

    La parola a tutti!
    Per informazioni rivolgersi alla Prof.ssa Carla Guetti – carla.guetti@istruzione.it.