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martedì 10 ottobre 2017

la logica degli opposti in Hegel



L’unico punto, per raggiungere il procedimento scientifico,... è la conoscenza di questa proposizione logica: che il negativo è insieme anche positivo, ossia che quello che si contraddice non si risolve nello zero, nel nulla astratto, ma si risolve essenzialmente solo nella negazione del suo contenuto particolare; vale a dire che una tale negazione non è una negazione qualunque, ma la negazione di quella cosa determinata che si risolve ed è perciò negazione determinata. Bisogna, in altre parole, saper conoscere che nel risultato è essenzialmente contenuto quello da cui esso risulta. Quel che risulta, la negazione, in quanto è negazione determinata, ha un contenuto. Codesta negazione è un nuovo concetto, ma un concetto che è superiore e piú ricco che non il precedente. Essa infatti è divenuta più ricca di quel concetto. Contiene dunque il concetto precedente, ma contiene anche di piú, ed è l’unità di quel concetto e del suo opposto.
(Hegel, Scienza della logica)








Come molto spesso avviene, e come ci aveva insegnato Alessandro Magno a Gordio, qualche volta, per risolvere un problema irrisolvibile occorre cancellarlo. E Hegel aveva il carattere per farlo. In poche parole: se l’infinito è negazione del finito, e viceversa, allora il finito, in quanto negazione, è ciò che riflette l’infinito. E viceversa. L’uno non può essere senza l’altro, poiché l’uno è la verità dell’altro. 
Si superano le ristrettezze della logica aristotelica fondata sul principio di non contraddizione, quello secondo cui, in una stessa proposizione, non posso affermare “che A e che non-A”. Questa logica escludente esalta le contraddizioni e le aporie, poiché non tiene conto della, oggi diremmo, “complessità” del reale. La logica hegeliana è invece dialettica: A non potrebbe essere senza il suo negativo, poiché il negativo riflette il proprio contrario
Facciamo il solito esempio: è una giornata piovosa e triste di fine autunno; guardiamo il cielo e, sconsolati, pensiamo: come sono belle le giornate primaverili, piene di sole e di profumo. Or bene: da dove deriva la bellezza delle giornate primaverili, se non dall’essere la negazione della tristezza autunnale; e da dove deriva la tristezza autunnale se non dall’essere la negazione della vitalità primaverile? L’una non avrebbe senso senza l’altra, come la gioia senza il dolore e la vita senza la morte. Questa è la logica hegeliana. E questo è il nuovo rapporto che Hegel stabilisce tra l’infinito e il finito.
Ma attenzione: l’infinito non è la somma di tutti i “finiti”, non è un contenitore, l’universo mondo di Giordano Bruno. Esso non cessa di essere un processo, idealisticamente: è lo sviluppo delle sue singole determinazioni verso un esito che, concettualmente, è già presente nel suo inizio. L’infinito è il dispiegarsi della Ragione che comprende ogni suo singolo momento. È, in altri termini, un sistema. Se non ci fosse l’infinito non si potrebbe dare un ordine all’insieme delle cose, non si potrebbe cioè conoscere, perché conoscere vuol dire cogliere l’ordine necessario della realtà, scoprire come essa diviene ciò che è. Vuol dire, cioè, avere uno sguardo assoluto sulle cose, ovvero porsi al polo opposto di tutto ciò che è finito, individuale, soggettivo.
L’infinito non è un “valore assoluto”, ma relativo: esso trae il suo significato dal fatto che si oppone specularmente a tutto ciò che è individuale e limitato. Nella nostra vita quotidiana, noi agiamo in vista di un orizzonte limitato al nostro semplice hic et nunc, non vediamo oltre noi stessi o poco più. 
Il filosofo, al contrario, coglie ciascuno di noi nel posto che il sistema gli ha assegnato, vede cioè il sistema nella sua completezza assoluta, dentro cui ogni singolo individuo agisce secondo una logica che è coerente con le esigenze del sistema stesso (pur non sapendolo). 
Detto hegelianamente: la storia è regolata da leggi, il divenire ha in ogni suo momento in vista il suo fine ultimo. 
L’infinito quindi è, nello stesso momento, effettivo e potenziale: è effettivo perché si realizza in quanto sistema ordinato di fatti, ed è potenziale perché in continuo divenire, processo.
 (da Didasfera)


PROF. LUIGI VIMERCATI LICEO PARINI, MILANO 


"(...)Ad ogni modo la cosa di maggior rilievo é che nella sua Scienza della logica (ecco perché è il testo più complesso, giustamente, della storia della filosofia) Hegel ritiene di avere il dovere di concentrare e di unificare tutte le categorie che nella storia dell'umanità sono state escogitate per dare significato razionale alla stessa realtà. Quindi le categorie con cui qui abbiamo a che fare riguardano il pensiero, riguardano il linguaggio,  perché ovviamente il pensiero si esprime attraverso il linguaggio, e riguardano la realtà; tutto insieme. Quindi alla domanda su quale sia il fondamento della logica dobbiamo rispondere: fondamento della logica é il pensiero, fondamento della logica è la realtà, perché lo sviluppo della realtà é lo stesso del pensiero, e viceversa. E' quindi contro ogni separazione.
Ciò che distacca la logica contemporanea da Hegel é proprio questo senso differente della ragione. Hegel risponde ovviamente al problema dal suo punto di vista.

Voi qui potreste porvi la domanda - mi pare che sia inevitabile - : come pensa Hegel sia possibile riunire tutte le categorie della razionalità in un unico contesto? Le categorie: non é importante che siano dodici o ventiquattro, ma che esse abbiano un loro svolgimento interno e che diano luogo ad un sistema che é da concepire un po' in maniera organicistica, cioè come un tutto, come un corpo in cui ci sono vari organi, e quello che fa una mano non può farlo un piede, però la vita, che dà vita alla mano e al piede, é unica e non può fare né senza della mano né senza del piede. E’ quindi un'unità che si articola attraverso la molteplicità.

Lo strumento teorico che va incontro alla spiegazione di questo punto é la dialettica, che é sostanzialmente il muoversi della ragione su questi tre momenti, che sono fondamentali nell'impianto e nella prospettiva di Hegel(...)"

dalla trascrizione di una conferenza tenuta a Brescia dal prof. Mario Dal Pra sulla Logica hegeliana il 4 marzo 1983 per un pubblico di studenti

lunedì 2 ottobre 2017

il cammino della coscienza nella Fenomenologia di Hegel



presentazione, mappe, riepilogo




...Dell'assoluto, bisogna dire che è essenzialmente risultato, che solo alla fine è ciò che è in verità; e appunto in questo consiste la sua natura: essere qualcosa di effettivo, soggetto, o divenire-se-stesso...



La fenomenologia dello spirito è la storia romanzata della coscienza 
che via via si riconosce come spirito.

Die Phänomenologie des Geistes ist die romantisierte Geschichte des Bewusstseins, 
das sich mit der Zeit als Geist erkennt.



dall'autocoscienza al sapere assoluto
presentazione


Il vero è l'intero, e l'intero è un processo

un riepilogo concettuale


domenica 1 ottobre 2017

filoso-fare

La lettura diretta di alcuni brevi brani filosofici ha permesso ai ragazzi della 3 C di accostarsi alla filosofia attraverso gli stessi autori e i loro scritti.

Ecco cosa è nato da questo primo 

filoso-fare

domenica 24 settembre 2017

da Agostino a Tommaso:l'uomo e Dio



AGOSTINO

Gradus, affectus sunt. Iter tuum, voluntas tua est. 

Amando adscendis, neglegendo descendis. Stans in terra, in caelo es, si diligas Deum.



I tuoi passi sono i tuoi sentimentiIl tuo cammino è la tua volontàAmando salitrascurando scendiStai sulla terrama sei in cielose ami Dio

( Agostino, En. in ps. 856)

Deus ineffabilis est; facilius dicimus quid non sit, quam quod sit.

Dio è indicibile; più facilmente possiamo dire quello che non è, piuttosto che quello che è. 
(En. in ps. 85, 12)



TOMMASO



In base a qualsiasi effetto noi possiamo avere la chiara dimostrazione che la causa esiste, come si è detto (nel corpo). E così dagli effetti di Dio si può dimostrare che Dio esiste, 
sebbene non si possa avere per mezzo di essi una conoscenza perfetta della sua essenza.


(Tommaso d’Aquino, La Somma Teologica, I, q. 2, aa, 2)


La vita felice è la vita riuscita, la vita fiorita, attuata
Summa teologiae


giovedì 14 settembre 2017

la filosofia che aiuta a pensare il presente


Segnaliamo una iniziativa meritevole perchè 
valida, interessante, agevole nella lettura, utile a tutti per un percorso di riflessione sul presente.
L’associazione “Pensare il presente”, assieme a Diogene Multimedia, ha reso scaricabile gratuitamente per studenti e docenti il volume “Pensare il presente: la filosofia e le sfide del nostro tempo”, con interventi di Emanuele Severino, Enrico Berti, Franca D’Agostini, Lorella Zanardo, Gianni Tamino, Andrea Baranes, Massimo Donà e il gruppo organizzatore del Festival Pensare il presente 2015, realizzato in collaborazione con la Società Filosofica Trevigiana.
Molti i temi trattati, in saggi agili e divulgativi: A cosa serve la filosofia oggi? Come viene utilizzato in televisione il corpo delle donne e qual è l’origine della violenza di genere? Che rapporto c’è tra menzogna e potere? Cos’è il nichilismo? Come la filosofia cerca di superare il dolore e l’angoscia della morte? Quali sono le principali caratteristiche del pensiero orientale? Quali sono le radici della crisi economica e perché si è verificata? Cos’è la finanza? Cosa sta accadendo agli equilibri ambientali? E cos’è, infine, la musica e come si sta trasformando?

scarica gratuitamente l'e-book da qui

giovedì 6 luglio 2017

LEGGERE LA REALTA'





Pubblico di seguito alcune interessanti segnalazioni a cura dell' ARIFS 
(Associazione per Ricerca e Insegnamento di Filosofia e Storia)


Si tratta di articoli, brevi testi, statistiche e report che orientano 
nel mondo, per molti versi ancora da noi sconosciuto, della cittadinanza globale.

Chi  oggi si può definire " cittadino"? Quali sono i confini della
cittadinanza in epoca globale? E i diritti? Esiste ancora la nazione?
L'universalismo, con la sua aspirazione all'unicità,  può accogliere 
la molteplicità delle differenze 
senza cadere nel paradosso?

A queste, ed altre, domande, ciascuno può cercare una risposta
attraverso le letture che seguono. Tutte stimolanti.

Alcune sono nella lingua originale, francese e spagnola soprattutto.

Approfittiamone




NAZIONE, NAZIONALISMO, NAZIONALITA'
Definizioni e interpretazioni
10. Nicola ABBAGNANO, Il nazionalismo (1971) (dizionario di filosofia)
11. CENTRO DI STUDI FILOSOFICI DI GALLARATE, Nazionalismo e Nazionalità
(1977) (dizionario delle idee)
12. PRETI, GANAPINI, SPAGNOLETTI, Nazione nazionalismo (1996). (dizionario
di storiografia)
13. Lucio LEVI, Nazionalismo (1976). (dizionario di politica, impostazione
federalista)
14. Pascal CHAIGNEAU, Nazionalismi e nazione (1998) (dizionario di
relazioni internazionali).
15. Georg KLAUS und Manfred BUHR, Nation und nationalismus (1964)
(dizionario filosofico, marxista-leninista).
16. Hans COHN, Nationalism (1950, con links aggiornati al 2006)
(Encyclopaedia britannica)
COSMOPOLITISMO, UNIVERSALISMO, INTERNAZIONALISMO

Definizioni da Dizionari e Enciclopedie:
17. Nicola ABBAGNANO, Cosmopolitismo. 1971 (Dizionario di Filosofia)
18. Giuseppe RICUPERATI, Cosmopolitismo. 1976 (Dizionario di politica, UTET)
19. Massimo MORI, Cosmopolitismo. (Treccani) 1992
20. Fiorenza TAROZZI, Internazionalismo.1996 (Dizionario di Storiografia)
21. Georg KLAUS e Manfred BUHR, Kosmopolitismus. 1964, (Philosophisches
Wörterbuch)
22. KLAUS und BUHR, Sozialistischer internationalismus. 1964
(Philosophisches Wörterbuch).
23. Virginie MILLOT, Universalisme. 2007
Interpretazioni:
24. Martha NUSSBAUM, Patriotism and Cosmopolitanism. 1994
25. Michelangelo BOVERO, Cosmopolis/Idiopolis. (da Convegno ARIFS) 1998
26. David HELD, Regulating Globalization? The Reinvention of Politics. 2000
27. Daniele ARCHIBUGI, La democrazia cosmopolitica: una visione
partecipante. 2005
28. Alain RENAULT, Les conditions d’un universalisme ouvert à la
diversité. 2007
29. Giacomo MARRAMAO, Per un cosmopolitismo della differenza. 2009
30. Ryoa CHUNG et Geneviève NOOTENS, Le cosmopolitisme : enjeux et débats
contemporains. 2010
31. Frederick Guillaume DUFOUR, Marx et la tradition cosmopolite :
l’actualité d’une tension 2012

RAZZISMO
Definizioni e interpretazioni:
32. Alessandro GHIGI, Gioacchino SERA, Renzo GIULIANI, Augusto BEGUINOT,
Razza (Enciclopedia Treccani). 1935
33. Il Manifesto degli scienziati razzisti. 1938
34. Claude LEVY-STRAUSS, Race et histoire. 1952
35. Michel FOUCAULT, Genealogia del racismo (al momento disponibile in
rete solo in spagnolo). 1975-76
36. Nicola MATTEUCCI, Razzismo (Dizionario di Politica, Centro Gobetti,
librinlinea.it). 1976
37. Etienne BALIBAR and Immanuel WALLERSTEIN, Race, nation, class.
Ambiguous Identities. 1988.
38. Michel WIEVIORKA, Nationalisme et racisme. (Les Classiques des
sciences sociales, Université du Quebec). 1993
39. Fernando SAVATER, La heterofobia como enfermedad moral. (Revista
literaria Katharsis). 1993
40. Dominique SCHNAPPER, Racisme (Dictionnaire d'éthique et de philosophie
morale, PUF, tome 2, sous la direction de Monique Canto-Sperber). 1996
41. Imanuel GEISS, Razzismo (Enciclopedia Treccani). 1997
42. César COLINO, Racismo (Dicionario critico de Ciencias Sociales). 2009
43. Birgit ROMMELSPACHER, Was ist eigentlich Rassismus? (in
Rassismuskritik, Band 1, Rassismustheorie und forschung,
Wochen-Schau-verlag). 2009
44. Francesco REMOTTI, L'ossessione identitaria (relazione svolta al
seminario "Contro l'identità" nel 2010 a Milano, presso la sede della
SGAI, Società Gruppoanalitica Italiana). 2010
45. Intervista ad Alberto BURGIO sul razzismo (2016)
Classici del razzismo (testi integrali):
46. Joseph Arthur GOBINEAU , Essai sur l'inégalité des races humaines. I
1853-1855
47. Joseph-Arthur GOBINEAU , Essai sur l'inégalité des races humaines. II
1853-1855
48. Houston Steward CHAMBERLAIN , Die grundlagen des neunzehnten
jahrhunderts. 1912
49. Alfred ROSENBERG, Der Mythus Des 20.Jahrhunderts. 1930
FRONTIERE, CONFINI, LIMITI
Definizioni e interpretazioni:
50. Ana Gemma LOPEZ MARTIN, Frontera (1989).
51. D. FIORENTINO, Confine frontiera (1996).
52. Malcolm ANDERSON, Les frontières: un débat contemporain (1997).
53. Pascal CHAIGNEAU, Frontières (1998).
54. Samuel HUNTINGTON, Lo scontro delle civiltà (2000).
55. Stefano ALLIEVI, De-finire il con-fine (2001).
56. Guillaume LASCONJARIAS, Délimiter la frontières (2005).
57. Lawrence DAUGFAS y Tayfar HANSEN, El concepto histórico de la frontera
(2007).
58. Dario GENTILI, Confini, frontiere, muri (2008).
59. Luigi FERRAJOLI, L'illusione della sicurezza (2008).
60. M. del Rosario BOTTINO BERNARDI, Sobre limites y fronteras (2009).
61. Giampaolo AMODEI, La liminarità nell’era del fluido. Confini,
frontiere e identità (2009).
62. Régis DEBRAY, Éloge des frontières (2010).
63. Massimo LIVI BACCI, In cammino. Breve storia delle migrazioni (2010).
64. Marcello TANCA, Frontiere, confini, limiti: e la geografia? (2011).
65. Alejandro R. DIEZ TORRE, Fronteras y conceptos fronterizos (desde la
Historia) (2014).
66. COMMISSIONE EUROPEA, Frontiere e sicurezza (2014).
67. Isabel GARNERO CABRERA, Los límites del concepto de frontera en
distintas teorías antropológicas posmodernas (2015).
68. Alessandro DAL LAGO, Confini, guerre, migrazioni (2015).
69. Carlo BELLI, Il ruolo dei confini nei sistemi sociali internazionali
(2016).
70. Henk van HOUTUM and Rodrigo Bueno LACY, Frontiers (2017).
71. [Inserto nuovo] (Numéro coordonné par Benoît BREVILLE et Philippe
REKACEWICZ) Faut-il abolir les frontières ? (Le Monde Diplomatique)
MIGRAZIONI INTERNAZIONALI
72. Karl MARX, L'esercito industriale di riserva (1867).
73. GUSTAVO DE SANTIS,"Mobilità e insediamenti", in: Massimo LIVI BACCI,
Giancarlo BLANGIARDO, Antonio GOLINI, (a cura di), Demografia, pp. 379-410
(1994)
74. Jacques DERRIDA, De l'hospitalité - Fragments (1997) [in francese]
75. Sandro MEZZADRA, Confini, migrazioni, cittadinanza (2004).
76. Umberto MELOTTI, Politica e migrazioni (2007).
77. Luigi FERRAJOLI, L'illusione della sicurezza (2008).
78. Dino COSTANTINI, Politiche migratorie e discriminazione: il caso
francese (2009).
79. Lidia LO SCHIAVO, Immigrazione, cittadinanza, partecipazione: le nuove
domande di inclusione nello spazio pubblico. Processi di
auto-organizzazione e partecipazione degli immigrati (2009).
80. Pietro SAITTA, Neoliberismo e controllo dell’immigrazione. Il
fallimento della “tolleranza zero” e i paradossali esiti dell’informalità
(2011).
81. Massimo LIVI BACCI, Migrazioni. Vademecum di un riformista (2012).
82. Flavia CRISTALDI, Le migrazioni ambientali: prime riflessioni
geografiche (2012).
83. Giuseppe BURGIO, Colonie, imperi e migrazioni. Un inquadramento
postcoloniale dell'Europa multiculturale (2012)
84. Marco CATARCI, Considerazioni critiche sulla nozione di integrazione
di migranti e rifugiati (2014).
85. Umberto CURI, L'ambivalenza costitutiva della figura dello straniero
(2015)
86. CARITAS, Migrantes XXV Rapporto Immigrazione (2015)
87. Guido MONTANI, Immigrazione, cittadinanza e governo europeo. Per una
Carta europea dei diritti e dei doveri dei rifugiati e degli immigrati
(2015)
88. EUROSTAT, Statistiche sulle migrazioni internazionali e sulle
popolazioni di origine straniera (2016)
89. UNHCR, Rifugiati e migranti (2016)


grazie ad:

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giovedì 22 giugno 2017

dall'esame di stato, brani scelti




I due testi che seguono sono stati ieri e oggi sui banchi degli studenti che affrontano gli esami di maturità. 

In entrambi vive e si trasmette un unico messaggio: 

coltiva il pensiero, la responsabilità, la gioia di vivere e di comprendere il mondo 
rispettandone i doni che ti offre ogni giorno

Perchè non si deve mai concludere, con l'amarezza di Caproni:

«Come
 potrebbe tornare a esser bella,
 scomparso l’uomo, la terra».


La terra deve essere e rimanere bella
con l'uomo



IL VALORE DELLA FILOSOFIA

versione dal latino, oggi prova per i licei classici

Non è la Filosofia un’arte popolare, né destinata alla ostentazione; non è nelle parole ma nelle azioni. Essa non è adoperata per questo fine, cioè affinché il giorno si trascorra con qualche diversivo, affinché si tolga il fastidio all’inattività: 

la Filosofia forma l’animo e gli dà struttura, dispone la vita, regola le azioni, indica ciò che va fatto e ciò che si può trascurare, siede al timone e dirige la rotta attraverso le ambiguità delle vicende instabili. 

Senza la Filosofia nessuno può vivere con coraggio, nessuno può vivere con tranquillità; in ogni momento si presentano innumerevoli circostanze e queste esigono una risoluzione che a quella bisogna chiedere. Qualcuno potrebbe dire: “A che giova la Filosofia se esiste il fato? A che giova se c’è un dio che tutto regge? A che giova se regna il caso? 

Infatti ciò che è stato prestabilito non può essere modificato e contro ciò che è incerto nulla può essere predisposto, ma o un dio ha anticipato la mia decisione e ha stabilito ciò che io dovessi fare oppure la sorte nulla concede alla mia capacità decisionale”. 


Qualsiasi ipotesi tra queste sia vera, o mio Lucilio, o se siano vere tutte queste, 
bisogna dedicarsi alla Filosofia; 
sia che il destino ci costringa con una inesorabile legge, sia che un dio, arbitro dell’universo, abbia predisposto ogni cosa, sia che il caso metta in movimento ed agiti senza ordine le umane vicende la Filosofia deve proteggerci. 

Proprio questa ci esorterà ad obbedire di buon grado al dio, ad affrontare con fierezza la sorte; 
solo la Filosofia ti insegnerà a seguire il dio, a sopportare il destino. 

Seneca Epistulae morales ad Lucilium, Epistola 16 




Versicoli quasi ecologici

poesia per Analisi del testo, prova di italiano ieri per tutte le scuole

Non uccidete il mare, 
la libellula, il vento. 
Non soffocate il lamento
 (il canto!) del lamantino1 . 
Il galagone2 , il pino:
 anche di questo è fatto
 l’uomo. E chi per profitto vile
 fulmina3 un pesce, un fiume,
 non fatelo cavaliere
 del lavoro. L’amore
 finisce dove finisce l’erba
 e l’acqua muore.Dove
sparendo la foresta
 e l’aria verde, chi resta
 sospira nel sempre più vasto
 paese guasto: «Come
 potrebbe tornare a esser bella,
 scomparso l’uomo, la terra».

 1 lamantino: mammifero marino diffuso soprattutto sulle coste e nei fiumi dell'Africa occidentale. 
2 galagone: scimmia africana di piccole dimensioni. 
3 fulmina: uccide con un colpo rapido e improvviso.

Giorgio Caproni, Versicoli quasi ecologici, in Res amissa. Tratto da L’opera in versi, a cura di Luca Zuliani, Mondadori - I Meridiani, Milano 1998 


Giorgio Caproni nacque a Livorno nel 1912. A dieci anni si trasferì con la famiglia a Genova, che considerò sempre la sua vera città e dove visse fino al 1938. Dopo studi musicali e due anni di università, a partire dal 1935 si dedicò alla professione di maestro elementare. Nel 1939 fu chiamato alle armi e combatté sul fronte occidentale. Dopo la guerra si stabilì definitivamente a Roma, dove proseguì l’attività di insegnante, dedicandosi contemporaneamente, oltre che alla poesia, anche alla traduzione, soprattutto di opere francesi. 
La raccolta di versi Res amissa, di cui fa parte la poesia proposta, fu pubblicata nel 1991, un anno dopo la morte dell’autore.


sabato 10 giugno 2017

bello e sublime in Kant





....Il bello si accorda col sublime in questo, che entrambi piacciono per se stessi. Inoltre, entrambi non presuppongono un giudizio dei sensi né un giudizio determinante dell'intelletto ma un giudizio di riflessione [...].

Ma saltano agli occhi anche differenze considerevoli. 
Il bello della natura riguarda la forma dell'oggetto, la quale consiste nella limitazione; il sublime invece si può trovare anche in un oggetto privo di forma, in quanto implichi o provochi la rappresentazione dell'illimitatezza, pensata per di più nella sua totalità [...] 
Tra i due tipi di piacere c'è inoltre una notevole differenza quanto alla specie: mentre il bello implica direttamente un sentimento di agevolazione e di intensificazione della vita, e perciò si può conciliare con le attrattive e con il gioco dell'immaginazione, il sentimento del sublime invece è un piacere che sorge solo indirettamente, e cioè viene prodotto dal senso di un momentaneo impedimento, seguito da una più forte effusione delle forze vitali, e perciò, in quanto emozione, non si presenta affatto come gioco, ma come qualcosa di serio nell'impiego dell'immaginazione. 

Quindi il sublime non si può unire ad attrattive; e poiché l'animo non è semplicemente attratto dall'oggetto, ma alternativamente attratto e respinto, il piacere dei sublime non è tanto una gioia positiva [...] merita di essere chiamato un piacere negativo....

Kant, La critica del giudizio





venerdì 9 giugno 2017

leggere i filosofi

La lettura dei testi filosofici è da sempre il canale privilegiato per accedere al percorso analitico e concettuale che i filosofi suggeriscono e intendono condividere con quanti hanno sete di conoscenza.

A scuola, tuttavia, specie con il minor numero di ore destinato in alcuni licei alla filosofia, risulta arduo e sempre più faticoso procedere dal testo al pensiero. Siamo spesso costretti a modalità di lavoro segnate dalla velocità del tempo che scorre,  a costo di trascurare la comprensione di un brano filosofico, l'apporto lessicale innovativo, l'articolazione logica del periodare scritto,  tanto preziosa come modello per la mente.

Con gli studenti della 3 G ho provato a "fermare" due ore di tempo 
per leggere i filosofi dell'ellenismo e del  neoplatonismo.



Sono nate delle valide riflessioni, frutto di un laboratorio per gruppi di lavoro tematici.