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giovedì 15 maggio 2014

per la pace perpetua



“Nessuno ha in origine maggior diritto di un altro su una porzione determinata della terra, e questa essendo sferica,gli uomini devono sempre tollerarvisi reciprocamente. Di questa superficie parti inabitabili, il mare e i deserti di sabbia, dividono questa comunità, però in modo tale che la nave o il cammello (la nave del deserto) rendono possibile avvicinarsi reciprocamente passando per queste regioni abbandonate e usare il diritto alla superficie, che spetta comunitariamente al genere umano, per un possibile commercio.”

I. Kant, Per la pace perpetua. Progetto filosofico,1795



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1 commento:

  1. E' una trattazione interessantissima che consiglio a tutti di leggere. Allego qualche parte che particolarmente mi ha colpito :
    "Se c'è un dovere, e se insieme a esso esiste una fondata speranza di rendere reale lo stato del diritto pubblico, pur solo in una progressiva approssimazione all'infinito, allora la Pace Perpetua, che segue quelli che finora falsamente sono stati chiamati trattati di pace (in realtà sono solo degli armistizi), non è un'idea vuota, ma un compito che, risolto a poco a poco, si fa sempre più vicino alla sua meta (poiché i tempi in cui succedono progressi uguali diventano sperabilmente sempre più brevi). [Appendice, II]

    "La guerra è un male perché produce più persone malvagie di quante non ne tolga di mezzo". [Terzo articolo definitivo per la pace perpetua]

    "Esercitare la funzione intellettuale vuol dire più o meno individuare criticamente ciò che si considera una soddisfacente approssimazione al proprio concetto di verità o di giustizia e impegnarsi a comunicare ciò, dandone ragioni, ad altri". [Prefazione di Salvatore Veca]

    "Ma al di là delle differenze legate al diverso momento storico un legame essenziale risale di qui alla lezione sua e dell'Illuminismo politico. Se qualsiasi illusione è oggi più difficile, resta fondamentale l'idea che l'analisi delle cause oggettive dei conflitti sociali e internazionali e l'agire concreto per il riconoscimento dei diritti fondamentali di ogni uomo siano premessa ineludibile all'eliminazione della violenza e alla realizzazione di una pace durevole - per quanto, almeno, possono durare nel tempo le cose degli uomini. [Postfazione di Alberto Burgio]

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