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giovedì 29 agosto 2013

This is our dream.....

"Cinquant'anni fa Martin Luther King, nato Michael King, guidò verso Washington la "marcia per il lavoro e la libertà". Era il 28 agosto del 1963. 
Una giornata di sole. L'America era in bianco e nero, la musica iniziava a vestire fiori colorati, il presidente era John F. Kennedy. E quello un Paese che andava verso il futuro e voleva farlo senza catene. Jfk aveva presentato al Congresso un provvedimento che sanciva pari diritti per bianchi e neri. Aveva contro il Sud di Stati che non riuscivano a diventare uniti."

Oggi il mondo è quotidianamente attraversato da popoli spesso differenti per colore, etnia, lingua, religione, cultura
ma sempre e solo persone in cerca di altre persone con cui cercare di condividere la speranza di un futuro d'esistenza civile, l'unica possibile per la sopravvivenza dell'umanità.

Ricordiamoci ogni giorno il sogno di Martin Luther King e facciamo che si realizzi anche grazie a noi con  i gesti semplici della convivenza solidale.
Basta riconoscere l'uomo che ci sta accanto. E rispettarlo come tale.

 I HAVE  A DREAM

"Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!.

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud."


LEGGI TUTTO IL DISCORSO DI MARTIN LUTHER KING






Martin Luther King morirà assassinato a Memphis il 4 Aprile del 1968, senza aver visto realizzato il suo sogno.




lunedì 12 agosto 2013

domenica 4 agosto 2013

A Zurigo nel primo Novecento

Agosto, tempo di viaggi e vacanze. E perchè non approfittarne per andare indietro nel tempo? Possiamo fare a meno della "memoria perduta"? C'è un fascino sottile e misterioso nel seguire le orme dei grandi del passato, arricchito da scoperte sempre nuove e stimolanti. Siete pronti? Si parte, allora!

Iniziamo con Thomas Mann e James Joyce. Un filo sottile lega i due grandissimi padri della letteratura contemporanea. Una destinazione comune, Zurigo, la città svizzera dove entrambi sono morti. Ma è in particolare il primo dopoguerra, il momento clou. In quell'epoca la "capitale economica" elvetica era frequentata anche da personaggi come Lenin e Einstein, autentico crocevia di cultura, storia e scienza. L'autore dell'Ulisse visse nella città per 4 anni, il suo collega tedesco la frequentava regolarmente sin dal suo viaggio di nozze, del 1905. Sembra che i due si siano come "studiati a distanza", non è dato sapere se si siano incontrati. Abbiamo provato a ricostruire i loro spostamenti: uno spunto, se si vuole, per visitare Zurigo e il suo lago con uno sguardo nuovo. 

(Guarda l'interattivo di Repubblica- testo di Fausta Mattei, mappa a cura di Diletta D'Amico)

L'arte di essere felici






una recensione:
L'ARTE DI ESSERE FELICI
di LUCIO ANNEO SENECA

post di Fabio Lazzaro


Seneca si rivolge con questo dialogo al fratello Anneo Novato illustrandogli la vera via per conseguire una vita felice. Il dialogo è molto scorrevole e riesce a condurre il lettore all’interno di questa via, aiutandolo a non seguire i falsi piaceri, che sono meschini poiché ci distoglierebbero soltanto dal nostro obiettivo: la felicità.
Un’importante distinzione che mi ha colpito è quella fra il saggio e l’uomo comune. Il secondo infatti non potrà mai raggiungere uno stato di tranquillità poiché è" inondato "da futili piaceri e da ricchezze di cui è schiavo e di cui non può farne a meno.
Il saggio, invece, non rifiuta questi appagamenti bensì se ne serve, li sfrutta. Anch’egli possiede delle ricchezze ma, a differenza dello stolto, li “mescola” alla liberalità affinché possano fruirne tutti coloro che non hanno avuto questa fortuna.
Di particolare rilievo è per Seneca la figura di quel saggio che , distaccatosi dalle passioni e raggiunta la virtù, diviene imperturbabile e non teme neanche la morte. Sicuramente, la strada per questa superiore autosufficienza interiore è difficile e piena di ostacoli, per questo serve l’ausilio di una costante pratica della virtù. Tutte queste riflessioni sviluppate da Seneca sono necessarie per illuminare la retta via alle persone che ancora badano e vivono solo di tutti i piaceri che, sicuramente, prima o poi svaniranno.
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