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giovedì 14 settembre 2017

la filosofia che aiuta a pensare il presente


Segnaliamo una iniziativa meritevole perchè 
valida, interessante, agevole nella lettura, utile a tutti per un percorso di riflessione sul presente.
L’associazione “Pensare il presente”, assieme a Diogene Multimedia, ha reso scaricabile gratuitamente per studenti e docenti il volume “Pensare il presente: la filosofia e le sfide del nostro tempo”, con interventi di Emanuele Severino, Enrico Berti, Franca D’Agostini, Lorella Zanardo, Gianni Tamino, Andrea Baranes, Massimo Donà e il gruppo organizzatore del Festival Pensare il presente 2015, realizzato in collaborazione con la Società Filosofica Trevigiana.
Molti i temi trattati, in saggi agili e divulgativi: A cosa serve la filosofia oggi? Come viene utilizzato in televisione il corpo delle donne e qual è l’origine della violenza di genere? Che rapporto c’è tra menzogna e potere? Cos’è il nichilismo? Come la filosofia cerca di superare il dolore e l’angoscia della morte? Quali sono le principali caratteristiche del pensiero orientale? Quali sono le radici della crisi economica e perché si è verificata? Cos’è la finanza? Cosa sta accadendo agli equilibri ambientali? E cos’è, infine, la musica e come si sta trasformando?

scarica gratuitamente l'e-book da qui

giovedì 6 luglio 2017

LEGGERE LA REALTA'





Pubblico di seguito alcune interessanti segnalazioni a cura dell' ARIFS 
(Associazione per Ricerca e Insegnamento di Filosofia e Storia)


Si tratta di articoli, brevi testi, statistiche e report che orientano 
nel mondo, per molti versi ancora da noi sconosciuto, della cittadinanza globale.

Chi  oggi si può definire " cittadino"? Quali sono i confini della
cittadinanza in epoca globale? E i diritti? Esiste ancora la nazione?
L'universalismo, con la sua aspirazione all'unicità,  può accogliere 
la molteplicità delle differenze 
senza cadere nel paradosso?

A queste, ed altre, domande, ciascuno può cercare una risposta
attraverso le letture che seguono. Tutte stimolanti.

Alcune sono nella lingua originale, francese e spagnola soprattutto.

Approfittiamone




NAZIONE, NAZIONALISMO, NAZIONALITA'
Definizioni e interpretazioni
10. Nicola ABBAGNANO, Il nazionalismo (1971) (dizionario di filosofia)
11. CENTRO DI STUDI FILOSOFICI DI GALLARATE, Nazionalismo e Nazionalità
(1977) (dizionario delle idee)
12. PRETI, GANAPINI, SPAGNOLETTI, Nazione nazionalismo (1996). (dizionario
di storiografia)
13. Lucio LEVI, Nazionalismo (1976). (dizionario di politica, impostazione
federalista)
14. Pascal CHAIGNEAU, Nazionalismi e nazione (1998) (dizionario di
relazioni internazionali).
15. Georg KLAUS und Manfred BUHR, Nation und nationalismus (1964)
(dizionario filosofico, marxista-leninista).
16. Hans COHN, Nationalism (1950, con links aggiornati al 2006)
(Encyclopaedia britannica)
COSMOPOLITISMO, UNIVERSALISMO, INTERNAZIONALISMO

Definizioni da Dizionari e Enciclopedie:
17. Nicola ABBAGNANO, Cosmopolitismo. 1971 (Dizionario di Filosofia)
18. Giuseppe RICUPERATI, Cosmopolitismo. 1976 (Dizionario di politica, UTET)
19. Massimo MORI, Cosmopolitismo. (Treccani) 1992
20. Fiorenza TAROZZI, Internazionalismo.1996 (Dizionario di Storiografia)
21. Georg KLAUS e Manfred BUHR, Kosmopolitismus. 1964, (Philosophisches
Wörterbuch)
22. KLAUS und BUHR, Sozialistischer internationalismus. 1964
(Philosophisches Wörterbuch).
23. Virginie MILLOT, Universalisme. 2007
Interpretazioni:
24. Martha NUSSBAUM, Patriotism and Cosmopolitanism. 1994
25. Michelangelo BOVERO, Cosmopolis/Idiopolis. (da Convegno ARIFS) 1998
26. David HELD, Regulating Globalization? The Reinvention of Politics. 2000
27. Daniele ARCHIBUGI, La democrazia cosmopolitica: una visione
partecipante. 2005
28. Alain RENAULT, Les conditions d’un universalisme ouvert à la
diversité. 2007
29. Giacomo MARRAMAO, Per un cosmopolitismo della differenza. 2009
30. Ryoa CHUNG et Geneviève NOOTENS, Le cosmopolitisme : enjeux et débats
contemporains. 2010
31. Frederick Guillaume DUFOUR, Marx et la tradition cosmopolite :
l’actualité d’une tension 2012

RAZZISMO
Definizioni e interpretazioni:
32. Alessandro GHIGI, Gioacchino SERA, Renzo GIULIANI, Augusto BEGUINOT,
Razza (Enciclopedia Treccani). 1935
33. Il Manifesto degli scienziati razzisti. 1938
34. Claude LEVY-STRAUSS, Race et histoire. 1952
35. Michel FOUCAULT, Genealogia del racismo (al momento disponibile in
rete solo in spagnolo). 1975-76
36. Nicola MATTEUCCI, Razzismo (Dizionario di Politica, Centro Gobetti,
librinlinea.it). 1976
37. Etienne BALIBAR and Immanuel WALLERSTEIN, Race, nation, class.
Ambiguous Identities. 1988.
38. Michel WIEVIORKA, Nationalisme et racisme. (Les Classiques des
sciences sociales, Université du Quebec). 1993
39. Fernando SAVATER, La heterofobia como enfermedad moral. (Revista
literaria Katharsis). 1993
40. Dominique SCHNAPPER, Racisme (Dictionnaire d'éthique et de philosophie
morale, PUF, tome 2, sous la direction de Monique Canto-Sperber). 1996
41. Imanuel GEISS, Razzismo (Enciclopedia Treccani). 1997
42. César COLINO, Racismo (Dicionario critico de Ciencias Sociales). 2009
43. Birgit ROMMELSPACHER, Was ist eigentlich Rassismus? (in
Rassismuskritik, Band 1, Rassismustheorie und forschung,
Wochen-Schau-verlag). 2009
44. Francesco REMOTTI, L'ossessione identitaria (relazione svolta al
seminario "Contro l'identità" nel 2010 a Milano, presso la sede della
SGAI, Società Gruppoanalitica Italiana). 2010
45. Intervista ad Alberto BURGIO sul razzismo (2016)
Classici del razzismo (testi integrali):
46. Joseph Arthur GOBINEAU , Essai sur l'inégalité des races humaines. I
1853-1855
47. Joseph-Arthur GOBINEAU , Essai sur l'inégalité des races humaines. II
1853-1855
48. Houston Steward CHAMBERLAIN , Die grundlagen des neunzehnten
jahrhunderts. 1912
49. Alfred ROSENBERG, Der Mythus Des 20.Jahrhunderts. 1930
FRONTIERE, CONFINI, LIMITI
Definizioni e interpretazioni:
50. Ana Gemma LOPEZ MARTIN, Frontera (1989).
51. D. FIORENTINO, Confine frontiera (1996).
52. Malcolm ANDERSON, Les frontières: un débat contemporain (1997).
53. Pascal CHAIGNEAU, Frontières (1998).
54. Samuel HUNTINGTON, Lo scontro delle civiltà (2000).
55. Stefano ALLIEVI, De-finire il con-fine (2001).
56. Guillaume LASCONJARIAS, Délimiter la frontières (2005).
57. Lawrence DAUGFAS y Tayfar HANSEN, El concepto histórico de la frontera
(2007).
58. Dario GENTILI, Confini, frontiere, muri (2008).
59. Luigi FERRAJOLI, L'illusione della sicurezza (2008).
60. M. del Rosario BOTTINO BERNARDI, Sobre limites y fronteras (2009).
61. Giampaolo AMODEI, La liminarità nell’era del fluido. Confini,
frontiere e identità (2009).
62. Régis DEBRAY, Éloge des frontières (2010).
63. Massimo LIVI BACCI, In cammino. Breve storia delle migrazioni (2010).
64. Marcello TANCA, Frontiere, confini, limiti: e la geografia? (2011).
65. Alejandro R. DIEZ TORRE, Fronteras y conceptos fronterizos (desde la
Historia) (2014).
66. COMMISSIONE EUROPEA, Frontiere e sicurezza (2014).
67. Isabel GARNERO CABRERA, Los límites del concepto de frontera en
distintas teorías antropológicas posmodernas (2015).
68. Alessandro DAL LAGO, Confini, guerre, migrazioni (2015).
69. Carlo BELLI, Il ruolo dei confini nei sistemi sociali internazionali
(2016).
70. Henk van HOUTUM and Rodrigo Bueno LACY, Frontiers (2017).
71. [Inserto nuovo] (Numéro coordonné par Benoît BREVILLE et Philippe
REKACEWICZ) Faut-il abolir les frontières ? (Le Monde Diplomatique)
MIGRAZIONI INTERNAZIONALI
72. Karl MARX, L'esercito industriale di riserva (1867).
73. GUSTAVO DE SANTIS,"Mobilità e insediamenti", in: Massimo LIVI BACCI,
Giancarlo BLANGIARDO, Antonio GOLINI, (a cura di), Demografia, pp. 379-410
(1994)
74. Jacques DERRIDA, De l'hospitalité - Fragments (1997) [in francese]
75. Sandro MEZZADRA, Confini, migrazioni, cittadinanza (2004).
76. Umberto MELOTTI, Politica e migrazioni (2007).
77. Luigi FERRAJOLI, L'illusione della sicurezza (2008).
78. Dino COSTANTINI, Politiche migratorie e discriminazione: il caso
francese (2009).
79. Lidia LO SCHIAVO, Immigrazione, cittadinanza, partecipazione: le nuove
domande di inclusione nello spazio pubblico. Processi di
auto-organizzazione e partecipazione degli immigrati (2009).
80. Pietro SAITTA, Neoliberismo e controllo dell’immigrazione. Il
fallimento della “tolleranza zero” e i paradossali esiti dell’informalità
(2011).
81. Massimo LIVI BACCI, Migrazioni. Vademecum di un riformista (2012).
82. Flavia CRISTALDI, Le migrazioni ambientali: prime riflessioni
geografiche (2012).
83. Giuseppe BURGIO, Colonie, imperi e migrazioni. Un inquadramento
postcoloniale dell'Europa multiculturale (2012)
84. Marco CATARCI, Considerazioni critiche sulla nozione di integrazione
di migranti e rifugiati (2014).
85. Umberto CURI, L'ambivalenza costitutiva della figura dello straniero
(2015)
86. CARITAS, Migrantes XXV Rapporto Immigrazione (2015)
87. Guido MONTANI, Immigrazione, cittadinanza e governo europeo. Per una
Carta europea dei diritti e dei doveri dei rifugiati e degli immigrati
(2015)
88. EUROSTAT, Statistiche sulle migrazioni internazionali e sulle
popolazioni di origine straniera (2016)
89. UNHCR, Rifugiati e migranti (2016)


grazie ad:

A.R.I.F.S.
Casella postale 103
I - 25122 Brescia
Cell. 348 5178633
Sito Internet: http://www.arifs.eu
ARIFS - Associazione per Ricerca e Insegnamento di Filosofia e Storia.


giovedì 22 giugno 2017

dall'esame di stato, brani scelti




I due testi che seguono sono stati ieri e oggi sui banchi degli studenti che affrontano gli esami di maturità. 

In entrambi vive e si trasmette un unico messaggio: 

coltiva il pensiero, la responsabilità, la gioia di vivere e di comprendere il mondo 
rispettandone i doni che ti offre ogni giorno

Perchè non si deve mai concludere, con l'amarezza di Caproni:

«Come
 potrebbe tornare a esser bella,
 scomparso l’uomo, la terra».


La terra deve essere e rimanere bella
con l'uomo



IL VALORE DELLA FILOSOFIA

versione dal latino, oggi prova per i licei classici

Non è la Filosofia un’arte popolare, né destinata alla ostentazione; non è nelle parole ma nelle azioni. Essa non è adoperata per questo fine, cioè affinché il giorno si trascorra con qualche diversivo, affinché si tolga il fastidio all’inattività: 

la Filosofia forma l’animo e gli dà struttura, dispone la vita, regola le azioni, indica ciò che va fatto e ciò che si può trascurare, siede al timone e dirige la rotta attraverso le ambiguità delle vicende instabili. 

Senza la Filosofia nessuno può vivere con coraggio, nessuno può vivere con tranquillità; in ogni momento si presentano innumerevoli circostanze e queste esigono una risoluzione che a quella bisogna chiedere. Qualcuno potrebbe dire: “A che giova la Filosofia se esiste il fato? A che giova se c’è un dio che tutto regge? A che giova se regna il caso? 

Infatti ciò che è stato prestabilito non può essere modificato e contro ciò che è incerto nulla può essere predisposto, ma o un dio ha anticipato la mia decisione e ha stabilito ciò che io dovessi fare oppure la sorte nulla concede alla mia capacità decisionale”. 


Qualsiasi ipotesi tra queste sia vera, o mio Lucilio, o se siano vere tutte queste, 
bisogna dedicarsi alla Filosofia; 
sia che il destino ci costringa con una inesorabile legge, sia che un dio, arbitro dell’universo, abbia predisposto ogni cosa, sia che il caso metta in movimento ed agiti senza ordine le umane vicende la Filosofia deve proteggerci. 

Proprio questa ci esorterà ad obbedire di buon grado al dio, ad affrontare con fierezza la sorte; 
solo la Filosofia ti insegnerà a seguire il dio, a sopportare il destino. 

Seneca Epistulae morales ad Lucilium, Epistola 16 




Versicoli quasi ecologici

poesia per Analisi del testo, prova di italiano ieri per tutte le scuole

Non uccidete il mare, 
la libellula, il vento. 
Non soffocate il lamento
 (il canto!) del lamantino1 . 
Il galagone2 , il pino:
 anche di questo è fatto
 l’uomo. E chi per profitto vile
 fulmina3 un pesce, un fiume,
 non fatelo cavaliere
 del lavoro. L’amore
 finisce dove finisce l’erba
 e l’acqua muore.Dove
sparendo la foresta
 e l’aria verde, chi resta
 sospira nel sempre più vasto
 paese guasto: «Come
 potrebbe tornare a esser bella,
 scomparso l’uomo, la terra».

 1 lamantino: mammifero marino diffuso soprattutto sulle coste e nei fiumi dell'Africa occidentale. 
2 galagone: scimmia africana di piccole dimensioni. 
3 fulmina: uccide con un colpo rapido e improvviso.

Giorgio Caproni, Versicoli quasi ecologici, in Res amissa. Tratto da L’opera in versi, a cura di Luca Zuliani, Mondadori - I Meridiani, Milano 1998 


Giorgio Caproni nacque a Livorno nel 1912. A dieci anni si trasferì con la famiglia a Genova, che considerò sempre la sua vera città e dove visse fino al 1938. Dopo studi musicali e due anni di università, a partire dal 1935 si dedicò alla professione di maestro elementare. Nel 1939 fu chiamato alle armi e combatté sul fronte occidentale. Dopo la guerra si stabilì definitivamente a Roma, dove proseguì l’attività di insegnante, dedicandosi contemporaneamente, oltre che alla poesia, anche alla traduzione, soprattutto di opere francesi. 
La raccolta di versi Res amissa, di cui fa parte la poesia proposta, fu pubblicata nel 1991, un anno dopo la morte dell’autore.


sabato 10 giugno 2017

bello e sublime in Kant





....Il bello si accorda col sublime in questo, che entrambi piacciono per se stessi. Inoltre, entrambi non presuppongono un giudizio dei sensi né un giudizio determinante dell'intelletto ma un giudizio di riflessione [...].

Ma saltano agli occhi anche differenze considerevoli. 
Il bello della natura riguarda la forma dell'oggetto, la quale consiste nella limitazione; il sublime invece si può trovare anche in un oggetto privo di forma, in quanto implichi o provochi la rappresentazione dell'illimitatezza, pensata per di più nella sua totalità [...] 
Tra i due tipi di piacere c'è inoltre una notevole differenza quanto alla specie: mentre il bello implica direttamente un sentimento di agevolazione e di intensificazione della vita, e perciò si può conciliare con le attrattive e con il gioco dell'immaginazione, il sentimento del sublime invece è un piacere che sorge solo indirettamente, e cioè viene prodotto dal senso di un momentaneo impedimento, seguito da una più forte effusione delle forze vitali, e perciò, in quanto emozione, non si presenta affatto come gioco, ma come qualcosa di serio nell'impiego dell'immaginazione. 

Quindi il sublime non si può unire ad attrattive; e poiché l'animo non è semplicemente attratto dall'oggetto, ma alternativamente attratto e respinto, il piacere dei sublime non è tanto una gioia positiva [...] merita di essere chiamato un piacere negativo....

Kant, La critica del giudizio





venerdì 9 giugno 2017

leggere i filosofi

La lettura dei testi filosofici è da sempre il canale privilegiato per accedere al percorso analitico e concettuale che i filosofi suggeriscono e intendono condividere con quanti hanno sete di conoscenza.

A scuola, tuttavia, specie con il minor numero di ore destinato in alcuni licei alla filosofia, risulta arduo e sempre più faticoso procedere dal testo al pensiero. Siamo spesso costretti a modalità di lavoro segnate dalla velocità del tempo che scorre,  a costo di trascurare la comprensione di un brano filosofico, l'apporto lessicale innovativo, l'articolazione logica del periodare scritto,  tanto preziosa come modello per la mente.

Con gli studenti della 3 G ho provato a "fermare" due ore di tempo 
per leggere i filosofi dell'ellenismo e del  neoplatonismo.



Sono nate delle valide riflessioni, frutto di un laboratorio per gruppi di lavoro tematici.



lunedì 5 giugno 2017

Giordano Bruno

di Damiano Michele Leonardi, IV G




....Al centro della riflessione bruniana vi è la nozione di infinito, analizzato sia sul piano cosmologico che su quello ontologico; tuttavia viene sviluppata anche un’analisi antropologica e gnoseologica. A livello cosmologico, Bruno critica il geocentrismo e nega le teorie aristoteliche di un cosmo composto da sfere cristalline concentriche, come si legge in un celebre passo della Cena de le Ceneri:


Il Nolano [...] ha disciolto l’animo umano, et la cognizione che era rinchiusa ne l’artissimo carcere de l’aria turbolento [...] Or ecco quello ch’ha varcato l’aria, penetrato il cielo, discorse le stelle, trapassati gli margini del mondo, fatte svanir le fantastiche muraglia del le prime, ottave, none, decime, et altre che vi s’avveser potute aggiungere sfere per relazione de vani matematici, et cieco veder di filosofi volgari. [...] ha donati gli occhi a le talpe, illuminati i ciechi che non possean fissar gli occhi et mirar l’imagin sua in tanti specchi che da ogni lato gli s’opponevano

Tuttavia il Nolano non accetta completamente nemmeno la teoria eliocentrica copernicana: l’universo infatti, secondo Bruno, è infinito, disordinato..... 

mercoledì 31 maggio 2017

Ipazia nella Scuola di Atene

la Scuola di Atene di Raffaello, 1509-1511

"Benché alcuni interpreti abbiano attribuito alla figura in foto l’identità di Francesco Maria della Rovere, nipote di papa Giulio II, committente dell’affresco, la maggioranza è concorde nel riconoscervi le fattezze della filosofa neo-platonica del IV secolo Ipazia d’Alessandria. Giovanni Reale, grande filosofo italiano venuto a mancare da qualche anno, fu talmente colpito dalla magnificenza e dalla perfezione della figura femminile creata da Raffaello da attribuirle il valore simbolico di rappresentante del concetto di kalokagathìa greca (eccellenza umana, che coniuga bellezza e bontà). Sarebbe pertanto facile tradurre i due elementi appena considerati, l’eccellenza di una  delle poche donne ricordate nella storia della filosofia e il valore simbolico di ogni bellezza e bontà(...) Ipazia, a capo di una delle più feconde e rigogliose scuole filosofico-scientifiche dell’epoca, venne uccisa da personaggi (probabilmente cristiani) ostili al ruolo che la libera pensatrice aveva assunto ad Alessandria. 
A chi avesse avuto il privilegio di osservare dal vivo ‘La scuola di Atene’, o almeno di contemplarne con attenzione i particolari nelle foto e nelle riproduzioni, non sarà sfuggito che la figura femminile è l’unica a rivolgere lo sguardo verso  l’esterno, creando un rapporto personale e privilegiato con noi che osserviamo. Questa ‘dipendenza’ dal rapporto non sta a significare subordinazione ma, piuttosto, la fragilità di una bellezza che può venir ferita in qualsiasi istante. Venne ferita quando si negò ad una donna, in quanto  tale, di professare liberamente delle idee; viene ferita dall’uccisione di donne che hanno dedicato la loro vita ad altri e che noi, nel nostro silenzio indifferente, feriamo doppiamente; viene ferita infine in contesti culturali nel quale piuttosto che curare e valorizzare la fragilità di questa bellezza, la si intende come sintomo di debolezza e subordinazione.
     Lo sguardo di Ipazia è invece un messaggio di pace. Non parliamo qui della semplice (e non trascurabile) assenza di guerra, ma di quella pace positiva che significa sviluppo di valori e virtù fondamentali per la società. Tra questi c’è il riconoscimento dell’uguaglianza della donna rispetto all’uomo e, parallelamente, l’esaltazione della sua specificità. Non è un caso che il sostantivo pace, sostantivo femminile, venga dalla radice indoeuropea pak, pag che stava per ‘legare, unire’; è in fondo ciò che lo sguardo fiero e fragile di Ipazia ci chiede".